Sara Cavarero ci parla di quattro libri della letteratura catalana scritti da quattro autrici che potete leggere in italiano

Tina Vallès, Il signor Palomar a Barcellona, Solferino, Milano, 2022

Tradurre Tina Vallès (della quale in Italia è anche uscito, sempre per Solferino, La memoria dell’albero) è fare un viaggio nella poesia delle immagini che l’autrice riesce a suscitare con una scrittura che non eccede mai, che non ha bisogno di fronzoli che la arricchiscano perché ogni parola ha senso d’essere e ha senso d’essere esattamente nel punto in cui si trova. Tina Vallès riesce a unire la realtà esterna con il mondo interiore dei personaggi di cui parla, e in questo romanzo di calviniana impronta, ci riesce magistralmente. Partendo dal Palomar di Calvino, ci presenta questo suo Palomar, vicino e lontano dal suo referente. E lo porta a Barcellona, dove lo seguiamo per un anno e dove ci mostra la città con i suoi occhi restituendocene un ritratto prezioso e singolare e dando al personaggio un’umanità ancora più profonda rispetto a quello calviniamo.

Tradurre Tina Vallès è un’esperienza che va al di là di quella meramente traduttiva perché riesce a infiltrarsi in ogni angolo del cuore, riesce a farti scoprire sempre una parte di te, a dare rimandi universali attraverso storie singolari. Ed è per questo che merita di essere letta e riletta e riletta…

Monika Zgustova, Sono Milena da Praga, Elliot, Roma, 2024

Monika Zgustova è un personaggio poliedrico: giornalista, traduttrice, autrice. Una donna e un’intellettuale che sono stata molto felice di poter tradurre e che mi ha condotta in punta di piedi nella vita di un’altra donna dalle mille sfaccettature: Milena Jesenská. Nota come “l’amica di Kafka”, e morta nel campo di concentramento di Ravensbrück, Milena è stata tanto altro. Grande intellettuale, traduttrice, giornalista dalla penna acuta per alcuni dei più importanti giornali e riviste di Praga, resistente, madre, moglie. Soprattutto donna. Insomma, quando si traduce un romanzo del genere, si ha un’enorme possibilità: non solo quella di accedere alla vita di un tale personaggio, ma anche di poter entrare in un periodo storico, di sentirne i sapori, le contraddizioni, gli odori… di viaggiare in luoghi che magari non sono così noti e farlo grazie alla letteratura, alle tante ricerche collegate al lavoro di traduzione.

Mentre traducevo Sono Milena da Praga, davanti a me c’era una pila di libri da consultare e ognuno di loro mi portava verso altre ricerche, articoli, domande all’autrice… il tutto per dare nuove parole a questo piccolo gioiello che è il romanzo di Monika Zgustova.

Gost Laura, La cugina più grande, DeAgostini, Milano, 2021

Quando ho letto la prima volta il romanzo di Laura Gost, me ne sono innamorata. Ed è successo perché è riuscita a trasportarmi in un particolare momento della mia vita, l’adolescenza. E l’ha fatto con la delicatezza di alcuni legami famigliari, con la scoperta di alcune emozioni che, se nell’infanzia sono univoche e monotonali, nell’adolescenza si trasformano in contrastanti e multicolore. Un romanzo di formazione uscito dalla penna di un’autrice sensibile che ha saputo riportare con una trama avvincente le difficoltà connesse alla crescita, alla scoperta dell’amore, al cambiamento del corpo. E l’ha fatto con una lingua delicata, priva di inutili fronzoli, ma che va dritto al sodo delle emozioni.

Tradurlo è stato come immergermi in un altro tempo, come ritrovare, seppur nella diversità, una me del passato. Ed è perché, nella traduzione, così come nella lettura, spesso possiamo trovare parti di noi. Che magia, la letteratura.

 

Olid Bel, Contropelo, Fabbri Editori, Milano, 2022

Sono tanti i tabù del passato che, fortunatamente, oggi iniziano a non essere più tali o che comunque iniziano a essere indagati apertamente, direi in questo caso… “senza peli sulla lingua”. Ed è così che Bel Olid (scrittrice, traduttrice, insegnante, attivista) ne affronta uno: quello della depilazione femminile. E attraverso questo pamphlet, affronta tematiche di genere, di potere, parla di femminismo e femminilità, di antiquate norme sociali: e anche di psicologia, di cosa scatena in una donna il fatto di depilarsi oppure no. Parla di sé, parla del femminile in senso lato, del piacere a se stesse o agli altri e lo fa in modo acuto, informato, portando le lettrici e i lettori a ragionare sul perché di certi meccanismi che ormai sono entrati a far parte di noi e che abbiamo reso indiscutibili. Finora.

Tradurre Bel Olid è stato un piacere sia perché ne conoscevo i testi già prima di ricevere l’incarico di tradurla, sia perché l’argomento di questo lo trovavo molto interessante e sia per una questione linguistica, ovvero per la sua cura verso il catalano che mi ha permesso di seguirla nei contenuti senza dovermi affaticare a rincorrere una lingua. È tutto lì, sotto i nostri occhi.

Sara Cavarero è nata a Torino da madre spagnola. Laureata presso l’Università di Torino, si dedica da anni alla traduzione letteraria. Cresciuta in un contesto trilingue (spagnolo, catalano, italiano) ha scelto la traduzione letteraria per unire le sue radici culturali e personali alla passione per la lettura. Traduttrice dallo spagnolo, dal catalano e dal portoghese, collabora con numerose case editrici italiane e con alcune testate giornalistiche. Fra gli autori tradotti, Martín Caparrós, Sara Mesa, Inés Garland, Mario Levrero, Marta Rojals, Tina Vallès, Dahlia de la Cerda. Quando non traduce, legge, scrive (è stata autrice di un romanzo ambientato a Barcellona) e si immerge nella natura insieme ai suoi cani.

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